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'Su Nuraxi': Il Complesso Nuragico Di Barumini

L’ospite del Gabbiano Azzurro Hotel & Suites che volesse fare una gita impiegando l’intera giornata, a 260 km e 3 ore e mezza di macchina, potrebbe visitare l’interessantissima ed unica Area Archeologica “Su Nuraxi” a Barumini, provincia del Medio Campidano. Lungo la strada si incontra Macomer (particolare cittadina per la sua chiesa di San Pantaleo del 1635 e per importanti siti nuragici che la circondano), quindi Oristano (nella regione detta Campidano di Oristano, città di origine medievale, a lungo capitale del Giudicato di Arborea)

Ad un’ora di macchina da Oristano c’è Barumini e il suo territorio, ricco di storia e tradizione, del quale il Villaggio nuragico di Su Nuraxi, stanziamento dell’uomo dell’età nuragica, ne è la testimonianza  più importante. Realizzato dal XV secolo a.C., e sviluppatosi nei secoli successivi, la sua specificità gli ha fatto meritare nel 1997 il riconoscimento dell’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Negli anni ‘90 fu intrapreso il restauro di Casa Zapata, un’ antica e bellissima residenza nobiliare dei baroni sardo-aragonesi della metà del 1500 costruita sopra l’antico edificio nuragico. Durante i lavori un’altra meraviglia nuragica venne alla luce, Su Nuraxi ‘e Cresia, che si aggiunse all’Area Archeologica di Barumini. Oggi la residenza spagnola con il suo splendido giardino è la sede del “Polo Museale Casa Zapata” che si suddivide in tre unità: Archeologica, Storico-archivistica e Etnografica, con l’obiettivo di promuovere Barumini e valorizzare la Provincia del Medio Campidano per mezzo di laboratori didattici informativi ed educativi per le scuole.

Su Nuraxi, nella sua completezza, ci racconta meglio di altri siti nuragici sardi con più di una torre, la storia che risale a più di 3000 anni fa quando, per difendere il territorio, furono eretti per una funzione militare molto simile ai bastioni medievali. Tra le altre funzioni del nuraghe c’era quella di vedetta sul mare, per sorvegliare i campi coltivati e le mandrie. Successivamente furono usati dalla popolazione che arricchirono il luogo con abitazioni di forma circolare e aree sacre per rituali e assemblee della comunità. Altri ambienti si suppone fossero state officine, cucine e centri per lavorare i prodotti agricoli.

Il ritrovamento di Su Nuraxi ‘e Cresia a Barumini ci racconta che il nuraghe e il villaggio erano collegati ad altri siti nuragici. Gli scavi avvenuti tra il 1950 e il 1957 hanno portato alla luce resti di utensili, di armi, di vasellame e di oggetti ornamentali.

Un archeologo scava animato sempre da una duplice tensione. Non sa mai se trova ciò che cerca o se cerca ciò che trova.” (Henning Mankell)

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di Daniela Toti

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