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10 Protagonisti Della Macchia Mediterranea Nel Piatto

Avevo letto qualche anno fa il nome di un contest “La Macchia nel Piatto”, che si prefiggeva di valorizzare le foglie e i frutti della Macchia Mediterranea, ricca di profumi dalle variegate sfumature che rendono saporiti i piatti in base ad una personale interpretazione. Mi era piaciuto molto e lo ripropongo come titolo della nostra chiacchierata odierna. Vogliamo scoprire insieme dove e come usare foglie e frutti della macchia? 

  1. Alloro (Laurus nobilis): un sempreverde perenne forse originario dall’Asia Minore. È diffuso in tutta la costa italiana fino a 800 metri sul livello del mare. Le foglie sono ovali e se tagliate o schiacciate rilasciano un profumo molto aromatico, utilizzato per piatti di carne e soprattutto pesce ma anche verdure sott’olio e sott’aceto. Hanno proprietà digestive, diuretiche e tonico-stimolanti.

  2. Biancospino (Crataegus Monogyna): dai molteplici usi, come pianta ornamentale, come combustibile, come barriera naturale grazie alle sue spine, come rimedio contro l’aritmia e l’ansia, i suoi frutti si usano per preparare sciroppi o marmellate, mentre essiccando le infiorescenze si possono fare infusi.

  3. Cappero (Capparis spinosa): cresce anche sui muri o fra crepe delle rocce (Capparis inermis). Si usa il bocciolo non fiorito raccogliendolo da maggio fino a fine ottobre. I capperi vengono conservati sotto sale, sott’olio ma anche nell’ aceto.  Il loro sapore forte e pungente arricchisce salse ed insalate.

  4. Corbezzolo (Arbutus unedo): ha un caratteristico frutto tondo e sgargiante, è diffuso in tutta l’area mediterranea e diventa ingrediente principale per la preparazione di marmellate, torte e liquori. 

  5. Ginepro (Juniperus communis): i fiori si trasformano in bacche tonde, carnose e intensamente profumate. Raccolte quando sono mature, di colore blu violaceo, si lasciano seccare in un luogo asciutto e ventilato. Hanno proprietà antisettiche, balsamiche e diuretiche. Vengono nella preparazione di piatti di cacciagione, di carne di maiale oppure nelle marinate per pesci di sapore robusto.

  6. Lentisco (Pistacia lentiscus): una delle piante più tipiche della macchia mediterranea in Sardegna, associato spesso al mirto e all’olivastro, ha molteplici impieghi, in campo medico, è stata il più comune sostitutivo dell’olio d’oliva che oggi si va riscoprendo.

  7. Mirto (Myrtus Communis): già utilizzato sin dall’antichità sia per le sue proprietà curative che come inchiostro e profumo. Il maialetto arrosto non potrebbe essere così saporito se non fosse aromatizzato con rami di mirto. Le bacche servono per la preparazione di sciroppi e del celeberrimo liquore “Mirto”, le foglie per insaporire le carni rosse e la selvaggina

  8. Rosmarino (Rosmarinus officinalis): è una delle piante aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea, nei piatti di carne e come contorno con le patate al forno. Il suo nome deriva dal latino e potrebbe essere “rugiada di mare”, “rosa del mare” o “arbusto di mare”

  9. Sa Figu Morisca: Il Fico D'India (Opuntia ficus-indica): tra aprile e giugno la pianta fiorisce in tutto il suo splendore. Tutt’intorno alle forti pale verdi spunta una corolla di fiori bellissimi: gialli, arancioni rosa, violetti e rossi. Poi il fiore appassisce e sotto il fiore cresce il frutto, prima cilindrico poi sempre più ovoidale. Il colore del frutto segue il colore che era il fiore: dal giallo in diverse sfumature fino ad arrivare al rosso tanto da sembrare un decoro natalizio in piena estate

  10. Su Zinzulu: La Giuggiola (Ziziphus): la pianta che dà un piccolo frutto ricco di proprietà nutritive (vitamina C, di flavonoidi, fosforo e ferro) che matura alla fine dell’estate con il quale i sardi fanno liquori, dolci e marmellate. Dalle giuggiole infatti si ricava un liquore dolce, che accompagna dolci e biscotti secchi, o insaporisce il pan di spagna.

 ...un arbusto, che si porta addosso il Dna del Mediterraneo. Chiudi gli occhi, annusi e ti ritrovi il sapore dell’estate al mare: il caldo asciutto, la terra assetata, argilla e sabbia...” (Licia Granello)

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di Daniela Toti

Nella foto: un sentiero nella penisola di Golfo Aranci - foto di Laura Mor

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