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6 Passi Per Meglio Conoscere La Civiltà Nuragica

La Sardegna non è solo sole, mare e spiaggia, vino e cibo buono: la Sardegna è soprattutto storia e cultura. E il suo fascino è lì, alla portata di chiunque voglia andare alla scoperta del territorio. La civiltà nuragica ha lasciato una terra disseminata di gioielli che facciamo ancora fatica a penetrare nella loro interezza. Le abitazioni erano torri di forma conica tronca costruite con grandi blocchi di pietra, i nuraghi, dai quali la civiltà nuragica ha preso il nome. Il popolo viveva con la pastorizia, l’agricoltura, il commercio con altri popoli (Fenici, Etruschi, Cartaginesi), l’artigianato. Erano politeisti, venerava elementi della natura, e seppelliva i defunti in grandi tombe di pietra assieme al corredo funebre. Certamente avevano acquisito il dominio di alcuni metalli e li usavano per lavorare la pietra prima di altri. Indubbiamente i sardi avevano una cultura che hanno tutelato con una capacità tale che noi non siamo ancora arrivati a supporre. Era dominata da un élite di guerrieri, gli Shardana, interpreti principali del mondo nuragico ed era  suddivisa in clan, ciascuno dei quali controllava il proprio territorio e difendeva il popolo in caso di conflitti.

  1. Nuraghi (leggi qui: Nuraghi: Antiche Presenze In Sardegna)

I Nuraghi (o nuraghe) sono costituiti da torri a forma di tronco di cono, costruite con grosse pietre, di dimensione inferiore man mano che aumenta l'altezza della torre. Circa settemila nuraghe sono giunti fino a noi e il loro nome deriva dal vocabolo nurra, che significa "mucchio", "accumulo", ma anche "cavità”, una costruzione fatta “accumulando”  grosse pietre.

  1. Dolmen, Menhir & Cromlech (leggi qui: Dolmen, Menhir e Cromlech)

Anche in Sardegna, esistono delle costruzioni megalitiche di grandissima attrattiva come Stonehenge. Le popolazioni prenuragiche disseminarono il territorio isolano di Menhir, massi più o meno lavorati conficcati nel terreno, di Dolmen, formati da due pietre verticali che ne sostengono una posta sopra orizzontalmente e infine di Cromlech, circoli megalitici forse con la funzione di calendario per il calcolo del sorgere e del tramontare del sole durante i solstizi.

  1. Domus De Janas di Malghesi (leggi qui: Domus de Janas di Malghesi: casa delle fate)

Domus de Janas vennero chiamate;

davanti a lor passarono con le greggi i pastori,

e i contadini ad arar coi forti gioghi i campi.

Nacquero fiabe da dire nell’inverno,

ai viandanti stupiti e agli ingenui bambini,

avanti al fuoco grato dei camini:

i maghe arcane e di maligne streghe,

di incanti e sortilegi, di case delle fate.

  1. Pozzi Sacri e Fonti Sacre (leggi qui: Visita ai Pozzi Sacri e Fonti Sacre)

I Pozzi Sacri  e le Fonti Sacre sono le tipiche strutture sotterranee sarde progettate nell'Età del Bronzo, probabilmente diffuse dalla popolazione Shardana, per il culto dell'acqua e la salvaguardia delle sorgenti. Vi si accede tramite delle scale fatte da sassi squadrati. La copertura impediva al vento e alla pioggia di inquinare l’acqua e ne ritardava l’evaporazione. Senza luce solare diretta, si evitava anche la crescita delle alghe e si manteneva l’acqua più fresca e a temperatura costante.

  1. Tombe Dei Giganti (leggi qui: Le Tombe dei Giganti)

Queste strane costruzioni molto presenti nel territorio sardo, si possono trovare solo in questa regione e in nessun’altra parte del mondo, motivo per cui sono davvero di rilevanza e valore senza eguali. Si chiamano Tombe dei Giganti perché tradizionalmente si credeva che accogliessero un unico corpo umano particolarmente alto visto che sono lunghe una decina di metri. In realtà i ritrovamenti ossei rivelano che molti corpi erano ospitati nelle tombe. 

  1. Shardana  (leggi qui: Gli Shardana: Guerrieri Di Sardegna)

Gli Shardana, popolazioni provenienti dal mediterraneo occidentale e appartenenti all'Alleanza Del Popolo del Mare nel II millennio a.C.,  sarebbero identificabili con le popolazioni nuragiche guerriere della Sardegna. La loro società era organizzata da diversi gruppi che occupavano zone di territorio, tenendosi a stretto contatto probabilmente tramite quelle costruzioni nuragiche a torre  semplice, posizionate sulle vette dei colli, utilizzate come torri di avvistamento in contatto visivo l'un l'altro. Una collettività organizzata in clan, con  un capo, in villaggi composti da capanne circolari con il tetto in paglia, molto simili alle odierne pinnettas barbaricine.

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di Daniela Toti

Nella Foto: Tomba dei Giganti di Coddu Ecchju ad Arzachena

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