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Il Bisso: Il Tessuto Che Vien Dal Mare 0 Comments

Il Bisso: Il Tessuto Che Vien Dal Mare

Il significato enciclopedico: “Il bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale marina ottenuta dai filamenti secreti da una specie di molluschi bivalvi marini (Pinna nobilis) endemica del Mediterraneo e volgarmente nota come nacchera o penna, la cui lavorazione è stata sviluppata esclusivamente nell'area mediterranea.” Ma il bisso è molto di più. E’ arte, è sentimento, è conoscenza, è maestria.

Il bisso, la seta del mare, "non si commercializza, non si vende e non si compra, si dona".

Questo ha sempre detto l’ultimo Maestro di bisso della Sardegna, Chiara Vigo, che vive a Sant’Antioco. Per incontrarla bisogna andare alla sua 'stanza', il Museo del Bisso di Sant’Antioco, e lei racconta il bisso: “i tempi necessari per fare le cose sono 3 primavere per filare 12 metri di bisso ritorto, 5 anni per un unghiato di 40 per 50 centimetri".

Essere Maestro di bisso significa anche rispettare e conoscere la natura e il mare. "Di solito un individuo adulto di Pinnide ha più di 20 mila piccoli filamenti attaccati al fondale". È ancora la voce di Chiara Vigo, trascritta da Susanna Lavazza che racconta nel suo libro : Chiara Vigo, l’ultimo Maestro del Bisso (e-book “Dal buio alla luce il bisso marino di Chiara Vigo”): "Ogni filo di cheratina è lungo circa 25 centimetri. Per ottenere 300 grammi di grezzo occorre immergersi un centinaio di volte". Rispettare l’habitat significa prelevare solo i filamenti della Pinna Nobilis o Gnacchera che deve avere almeno 12 anni. "Se si prelevano solo le punte del bioccolo con cautela e metodo l’animale sopravvive, se lo si strappa dal fondale il mollusco muore".

"Ho imparato da mia nonna a nuotare in apnea nelle acque della laguna", racconta Chiara Vigo. "Tornare a casa e dissalare la fibra, in seguito comporre il colore con le bave marine delle conchiglie e con le erbe. Tutto nasce dal fatto che il racconto orale e i gesti di mia nonna mi sono congeniali, lei tesse dentro di me un arazzo che non sarebbe possibile disfare".

Chiara, adulta continua a tessere e imperlare storie che si materializzano nei tessuti e nei racconti. "Amo raccontare di volta in volta a chi vuole conoscere la mia storia perché la trasmissione orale e gestuale non si può mettere nero su bianco ma crea un tessuto di incontro verso chiunque voglia entrare nel mondo segreto di un Maestro".

"Il tempo della maestria è il tempo di una vita", dice. "Imparare a essere Maestri è mettere la propria vita in mano a un Maestro, lasciarsi plasmare come argilla e aspettare con pazienza che l’opera sia compiuta per potere poi dispensare in dono quanto ricevuto in dono".

Il bisso non si commercializza, non si vende e non si compra, si dona.

Indossai alla svelta i miei abiti di bisso… Gli feci sapere che erano intessuti di quei filamenti lucidi e serici che fissano alle rocce le nacchere, specie di conchiglie frequenti intorno al Mediterraneo. Una volta, se ne facevano belle stoffe, calze, guanti, essendo questi filamenti nel tempo stesso morbidi e calorosi”. (Jules Verne, in Ventimila leghe sotto i mari, 1870) 

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di Daniela Toti

 

 

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