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L'Intreccio: I Cesti Sardi

In Sardegna, terra ricca di piante acquatiche, l’artigianato dell’intreccio è molto sviluppato. Anche se ci sono ancora artigiani che realizzano stuoie e steccati, la cestineria, cioè la manifattura di cesti, corbule e canestri, è il prodotto più diffuso. Le fibre di giunco, palma nana, asfodelo, canne, salice, mirto, lentischio, paglia e fieno sono utilizzate dalle abili mani delle donne sarde che li trasformano in cesti e altri contenitori. L’arte si tramanda da madre in figlia. La preparazione delle materie prime varia: dell’asfodelo si usano le infiorescenze tagliate e essiccate all’aria. Della palma nana si usano le foglie essiccate. Del giunco si usano i lunghi steli sottili anch’essi fatti essiccare al sole. Il fieno si usa per ricoprire le intelaiature flessibili di giunco. Della canna si riducono i fusti in listelli che vengono poi intrecciati, mentre del salice si utilizzano i lunghi rami flessibili.

A Castelsardo vengono usate la rafia, il giunco e la palma nana. Passeggiando per le vie del borgo è possibile trovare angoli dove le donne del paese creano i loro  bellissimi cestini. Nell’Oristanese (Tinnura, Flussio, Montresta) e Ollolai (Nuorese), viene usata la fibra d'asfodelo; di giunco  a San Vero Milis (Or) e ad Ottana (Nu), mentre a Sinnai (Ca) la paglia e il giunco. In tutte le zone della Sardegna si posso trovare i cesti in vimini ottenuti dal salice, dall'olivastro, dal lentischio e dalla canna, cesti di grande utilizzo.

I prodotti artigianali ottenuti con l’intreccio sono eseguiti con impegno e attenzione fino alla fase finale delle decorazioni con stelle, fiori, gallinelle, le tipiche pavoncelle, cani, cervi e altro La tradizione preferisce il rosso per le decorazioni, ma si possono trovare in tono su tono, in nero e anche in altri colori.

Quando visiti un paese, visita gli artigiani dimenticati delle stradine perché sono loro a creare quel paese! Fai questo, non per onorarli, ma per onorare te stesso! (Mehmet Murat Ildan)

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di Daniela Toti

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