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Berchidda: Una Bella Gita Di Un Giorno

A un’oretta in macchina dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, Berchidda merita davvero una visita, per conoscere uno dei luoghi dove paesaggio, storia e tradizioni si fondono regalando un’esperienza a tutto tondo dentro alle radici e alla cultura della Sardegna.

Berchidda è un piccolo centro di circa 3.000 abitanti situato ai piedi del Monte Limbara, attorniato da siti archeologici e culturali. I Dolmens, le Domus de Janas e i Nuraghe sono alcune delle attrattive del luogo. Anche le rovine del Castello di Monte Acuto e le Chiese di Santa Caterina e San Marco offrono al turista  materiale ricco di storia e di grande interesse. E’ circondata dalla rigogliosa macchia mediterranea alta (corbezzoli, ginepri, lentisco e olivastri) e bassa (erica, ginestre cisti e rosmarino).

Berchidda è famosa anche per il Jazz Festival “Time in Jazz” che si tiene a ferragosto, fondato e organizzato da Paolo Fresu, il famoso trombettista sardo a cui ha dato i natali nel 1961. Questo festival attira gli amanti del jazz e artisti da tutte le parti del mondo, evento che coinvolge ogni anno alcune migliaia di persone.

Molto interessante da visitare è il Museo del Vino Enoteca Regionale della Sardegna, che Berchidda, patria del Vermentino, ospita. E’ il primo museo multimediale in Italia dedicato alla cultura enoica, un tempio delle tradizioni enologiche dove l’universo del vino è ben raccontato ed esposto. L’imponente costruzione, posta in alto nell’antico borgo di Berchidda e ai piedi del Monte Limbara, a prima vista ha l’aspetto di una fortezza bianca. All’interno è luminoso, moderno e piacevole. Si inizia con le anfore vinarie, la su laccu, la vasca in trachite per la prima pigiatura con i piedi (ritrovate nei nuraghe e riutilizzate in epoca romana); il torchio con base in granito, struttura in legno e utilizzato per la pressatura delle uve. Data la relazione che il tappo di sughero ha con l’imbottigliamento del vino, l’ultima parte del museo racconta il sughero e la sua lavorazione. È anche possibile l’acquisto dei vini e la loro degustazione abbinata a prodotti tipici per un prezioso incontro con le armonie del sapore dell’enogastronomia della Sardegna settentrionale.

Degno di nota l'Oleificio Cooperativo Gallura che, negli ultimi anni ha investito in impegno e lavoro prefiggendosi un olio di qualità, con un occhio alla qualificazione nella "Guida agli Extravergini", realizzato dal presidio Slow Food. La cooperativa conta 300 soci, e, con la cooperativa degli olivicoltori della Valle di Cedrino di Orosei, partecipano ai programmi comunitari per il supporto all'olivicoltura sarda.

Uno dei siti più interessanti è sicuramente il Monte Acuto, che evoca il mito di Giorgia o Giolzia La Principessa Guerriera, che volle la costruzione della fortezza di cui oggi rimangono solo i ruderi. Il sentiero che conduce alla cima del monte passa dal periodo nuragico, con la recente scoperta di un dolmen e con “Sa pedra iscritta, una grande pietra sulla quale sono incise  36 forme geometriche, che si ipotizza venisse usata, con  il pozzo sacro distante pochi metri, dai Balari (antico popolo nuragico del 2000 a.C.) per cerimonie religiose fino al periodo medioevale. La fortezza del Monte Acuto, dopo Giorgia appartenne ad Adelasia di Torres e al marito Ubaldo Visconti, poi ai Doria e ai Malaspina ed infine ai giudici di Arborea. Perdurano, in rovina, segmenti di mura, ruderi di una torre e una cisterna. In cima si ha una visuale a trecentosessanta gradi sull’intero territorio.

Una nota magica è data dal Giardino delle Farfalle dell’Isola, aperto nel 2009. Gli entomologi hanno purtroppo rilevato una diminuzione di questi bellissimi insetti in gran parte delle regioni italiane. In Sardegna sono 54 le specie di farfalle diurne che i visitatori del Giardino, dalla primavera all’autunno, potranno ammirare. Farfalle totalmente libere, che si nutrono del nettare dei fiori o mentre depongono le uova sulle piante nutrici. E’ un interessante invito a conoscere l’incantato e variopinto mondo delle farfalle.

La Sardegna è un universo da scoprire. Riservato, e che si svela piano a chi sa guardare oltre. (cit.)

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di Daniela Toti

 

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