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Grotta di Ispinigoli e del Bue Marino

Il Supramonte è il cuore della Sardegna, duro come il granito e vellutato come l’aria che lì si respira. Il cuore barbaricino della Sardegna è uno degli scrigni più antichi dell’Isola, con monti, valli, sorgenti e grotte profonde.

Visitare Ispinigoli, nel Supramonte, a 120km e 1ora e 30 minuti dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, e a 8,5 km da Dorgali, è un’emozione da regalarsi per la bellezza a anche per la sua valenza storica. Nascosta all’interno della grotta di Ispinigoli, si trova una stalagmite di 38 m., tra le più alte in Europa. È una delle meraviglie sotterranee dell’isola, nel Nuorese, al centro della Sardegna. Un percorso attrezzato e un fresco costante di 16-17 gradi ci accompagneranno nella discesa di 280 gradini in un gioco di colori e chiaroscuri. Sono tre grotte comunicanti, per una lunghezza totale di 15 km, con tre ingressi che si aprono a quote diverse. La diversità delle quote crea una differenze di pressione che creano all’interno una corrente d’aria continua, con la temperatura che si mantiene di 16-17 gradi in tutte le stagioni.

Proseguendo nella sala principale, in un susseguirsi di forme e colori variopinti dal passato misterioso, dentro le viscere terrestri è possibile scorgere un inghiottitoio di 60 metri detto "Abisso delle Vergini". I  ritrovamenti di piccoli resti umani, anelli, monili e simboli solari riferibili all’ età nuragica (XVII-VI sec. a.C.), all’età punica (VI – III sec. a.C.) e all’età romana e tardo romana (II sec. a.C. – VI sec.) fanno pensare essere stato un luogo di sepoltura e di culto. Oppure,  dando credito alla leggenda, un pozzo sacrificale dei Fenici  e forse anche dei cartaginesi, fondando l’ipotesi sul fatto  che il sacrificio umano è stato un’usanza presente presso tutte le culture antiche: inca, slava, sumera, assira, egiziana, indiana… nella Bibbia conosciamo episodi come quello di Isacco o della figlia di Iefte  e quindi possiamo  supporre fosse praticato anche dai Fenici.  

Per completare il tour ‘sotterraneo’, dalla grotta di Ispinigoli  a  venti minuti di macchina si arriva a Cala Gonone e da lì si può effettuare una meravigliosa escursione in battello alla Grotte del Bue Marino, che si estende per oltre 70 km nell'entroterra; il suo nome deriva dal nome "Su Oe 'e Mare" che i pastori davano alla foca monaca, che adoperava la grotta per svezzare i suoi cuccioli. Lunga più di 20 km, dopo un ingresso in comune, la grotta si dirama in tre tronconi: il Ramo Nord, il Ramo di Mezzo e il Ramo Sud.

Il Ramo Nord ha un percorso turistico suddiviso in tre gallerie per un totale di 650 metri di percorso.

Il Ramo Sud della grotta è caratterizzato da gallerie molto ampie fiumi e laghi sotterranei. Un'ampia galleria ricca di stalattiti e stalagmiti che si specchiano nelle acque limpide di un lago sotterraneo salato formando effetti cromatici con molteplici tonalità. L'antro continua ancora all'interno dell'altopiano carsico del Supramonte, con ambienti ritenuti molto belli dagli speleologi subacquei.

Il Ramo di Mezzo, formato da grandiose condotte sommerse con ben 38 sifoni, è lungo circa 5 km, visitabile da sommozzatori speleologi.

 

“Quella goccia d’acqua ha un alibi perfetto. Non può aver originato il diluvio universale. Stava formando una stalattite”. (Fabrizio Caramagna)

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di Daniela Toti

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