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Natale E Capodanno In Sardegna

Le festività del Natale e del Capodanno in Sardegna sono sempre state il momento dell’unione della Famiglia, spesso divisa per motivi di lavoro, e dello stare insieme con la Comunità. Tutti uniti nella notte della vigilia di Natale, “Sa notte’è xena” attorno al camino, dove veniva messo ad ardere il ciocco appositamente tagliato “su truncu de xena” consumando in allegria la cena abbondante a base di porcetto, agnello o capretto arrosto, di frattaglie “sa tratalia e sa cordula, oltre ai formaggi e alle salsicce del maiale allevato in casa e macellato per tempo.

Senza televisione, telefonini e computer, il piacere della famiglia si basava sui racconti dei più vecchi e sui giochi collettivi come la tombola “sa tombula”, il tutto condito di risate e buontempo, nell’attesa della messa di mezzanotte, in sardo ”Sa Miss’è Puddu”, ovvero la “messa del primo canto del gallo”, alla quale partecipavano tutti insieme. Per festeggiare lo stare insieme del Natale e Capodanno è d’uso, da sempre, scambiarsi dei doni.

Nella notte di Capodanno domina il vischio anche in Sardegna, parassita sempreverde che vive su tanti alberi. Per le sue sfere bianche e il verde delle foglie è sempre stato considerato un miracolo che la natura regalava in inverno e donarlo a Natale e Capodanno viene considerato segno di buon augurio, come l’usanza che ci deriva da lontano, che se una coppia la notte di Capodanno passa sotto un ramoscello di vischio deve baciarsi perché porta fortuna.

Secoli fa in Sardegna il Capodanno veniva festeggiato il primo di settembre, secondo il rito Bizantino. Infatti il mese di Settembre in molte zone si dice Caputanni o Cabudanni (dal latino caput anni).

Oggi invece, festeggiandolo il 31 dicembre, a Bitti in Barbagia, provincia di Nuoro, i bambini celebrano la tradizione del “S'arina capute”, una filastrocca che canticchiano bussando alle porte delle case per ottenere caramelle, frutta secca, monete. 

Il Bambino nasceva ogni anno, in quella chiesa pisana, intiepidita dal calore della folla, tra una sparatoria, un abbaiare e uno scampanio frenetico. Nevicava. Le donne, inginocchiate sul pavimento nudo, cantavano .... “ - (Salvatore Cambosu - Il Natale in Sardegna)

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di Daniela Toti

Nella fotografia: presepe realizzato dal famoso chirurgo sardo Massimiliano Tuveri

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