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I Ramai E “Sa Romaniska”

La Sardegna è una delle regioni europee con la più alta densità di lingue parlate: cinque lingue native, con sotto varianti, oltre l’italiano: il Sardo o limba sarda, nelle sue due versioni logudorese al centro e campidanese al sud, il gallurese che è una lingua corsa, nel nord, il catalano ad Alghero e il ligure a Carloforte e Calasetta. Come abbiamo approfondito nell'articolo La Lingua e la Musica Sarda.

E poi c’è Isili con il suo idioma così particolare. È un paese del Sarcidano della provincia del Sud Sardegna di quasi 2600 abitanti. Un piccolo paese (a 3 ore di macchina e 235 km dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites), con un patrimonio culturale ricchissimo, famoso per essere stato il principale centro di lavorazione artigianale del rame dell’isola. La cosa interessante è che alla cultura del rame, che è ancora adesso presente, è legata una particolare lingua, che i ramai si son trasmessi per secoli. Questa lingua è detta Romaniska (o Pavela Romaniska o Arbareska), ha origini incerte ed oggi, purtroppo, rischia di estinguersi totalmente. 

Tra tutte le ipotesi pare verosimile che il Romaniska provenga dall’area balcanica da dove arrivarono, in tempi lontani, gli enigmatici nomadi ai quali saremmo debitori della comune base linguistica reperibile ancora adesso in località distanti e diverse come la Sardegna, il Friuli e la Calabria. In queste zone si sarebbero probabilmente costituite le prime aree di espansione di queste ondate susseguenti di nomadi, abili artigiani del rame. Da qui deriverebbe l’importante presenza dei termini delle parlate gitane dei Rom (Romanes), albanesi, neogreci, accomunabile ai dialetti arbresh calabresi, camminanti siciliani e calderai del Friuli, e naturalmente nel Romaniska sardo.

Gli artigiani nomadi che si insediarono in Sardegna lo fecero durante la dominazione spagnola, forse nel XV secolo. Probabilmente è questa datazione che alcune teorie attribuirebbero l’origine del Romaniska a popolazioni ebraiche deportate nell’Isola durante lo stesso periodo della dominazione spagnola. 

Questo insediamento però sarebbe un fatto relativamente recente coincidente solo in minima parte con un'attività artigianale preesistente, quella antichissima del rame in Sardegna, dove la lavorazione del rame, infatti, risale al periodo nuragico e proseguì fiorentissima sia nel periodo punico-cartaginese che in quello romano.

Quindi per capire appieno il gergo dei ramai ambulanti di Isili non si deve rimanere in Sardegna, ma bisogna seguire un filo profondo di riferimenti culturali e linguistici che ci porti verso altre aree geografiche. Il fulcro in comune è una "cultura di montagna”, che si trova da ovest ad est in tutto l'arco Alpino e da nord a sud in quello Appenninico, fino in Calabria. In tutti questi luoghi infatti è, o è stato, presente l'artigianato della lavorazione del rame, e la terminologia più tipica (compresa quella di possibile derivazione romanes) si ritrovano spesso anche nella Romaniska di Isili.

 

“L'oro è per la dama, l'argento per la fanciulla – il rame per l'artigiano abile nel suo mestiere…”. (Rudyard Kipling)

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di Daniela Toti

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