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Il Ferro In Sardegna

La lavorazione del ferro in Sardegna è un’arte millenaria testimoniata dai ritrovamenti dei bronzetti dell’età dei metalli che iniziò 5000 anni fa (3000 a.C.), grazie alle sue ricche risorse minerarie. Nel centro della Sardegna i fabbri piegano il ferro per i morsi, gli speroni e le staffe dei cavalli e i maniscalchi ferrano i cavalli con ferri fabbricati da loro,  come accadeva nel passato. Nella zona di Santulussurgiu si produce tutto ciò che serve a cavallo e fantino. Un’antica tradizione artigianale del ferro sarda è quella dei coltelli con lama pieghevole, i serramanici.

La Resolza (o resorja o resorza), è il caratteristico coltello a serramanico sardo, prodotto prevalentemente a Pattada nel Sassarese,  a Santu Lussurgiu nell’Oristanese e a Arbus. provincia del Sud della Sardegna. Può essere Resolza pattadese (pattadesa), con la lama a forma di foglia di mirto (folla 'e murta), oppure  Resolza arburese (arburesa) con la lama più larga. La leppa invece ha una lama affilatissima di circa 60 cm con la punta ricurva a forma di sciabola che non ritrova un corrispettivo in Europa ma solo in Medio Oriente e nel mondo berbero del Maghreb africano. La valentia degli artigiani, oltre alla qualità indiscussa della lama, si nota specialmente nelle decorazioni scolpite nel manico, tradizionalmente in corno di montone o muflone, e delle incisioni sulle lame, che ne fanno oggetti molto ricercati dai collezionisti.

Non si può parlare dell’artigianato del ferro senza menzionare Roberto Ziranu. Passeggiando nella hall del Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, mi colpirono degli oggetti d’arte in ferro sapientemente collocati per poter dare il loro meglio: erano le vele e i piatti di Roberto Ziranu, l’artista che cattura l’anima fluida del ferro. Artigiano del ferro di quinta generazione, Roberto ha impreziosito il suo lavoro trasformandolo in opere d’arte. Utilizza varie tecniche  dalla forgiatura, alla brunitura, all’incisione, alla fiammatura, che regalano ad ogni sua creazione dei riflessi di luce eccezionali ed unici. Ma non solo vele poggiate su rami nodosi di ginepro  e piatti fiammati che splendono di luce propria: I suoi corpetti femminili, omaggio a tutte le donne, e il “cambales”, gambali, omaggio alla Sardegna tradizionale degli uomini sardi, i suoi quadri “dipinti” con la fiamma si aggiungono alle interpretazioni di quest’artista che dice: “Di arte si può vivere bene. Ciò che conta è non smettere di creare e riuscire a regalare emozioni. Io ho deciso di osare e di seguire il mio istinto.

“Il ferro, questo straordinario metallo, l'anima di ogni manifattura, e la molla forse della società civile.“

(Samuel Smiles)

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di Daniela Toti

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