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Il Nuraghe Losa

Via Oschiri, Macomer, a 160 km e 1h 50m dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, immerso nel verde della Sardegna centro-occidentale,  si trova il Nuraghe Losa, una testimonianza megalitica tra le più conosciute, ben preservata e tipica della civiltà nuragica. È alto 19 m (in origine era alto circa 30 m) e ha una solida base triangolare di 20–25 m di lato. Per avere un’idea, Stonehenge, è alta 9 m e ha un diametro di 33 m. Il nome originario “nurache ‘e losas, (nuraghe delle tombe), era dovuto alle urne cinerarie romane che affiorano vicino all’area. Già da lontano si nota la sagoma del nuraghe che si eleva sull’altopiano di Abbasanta. È davvero singolare osservarne l’eleganza delle tecniche della muratura, interamente in roccia basaltica. Tutt’intorno si trovano i resti di un grande insediamento, circondato dal verde della macchia mediterranea, a testimonianza della vita millenaria del sito, dall’età nuragica all’epoca romana, fino all’alto Medioevo (VII-VIII secolo).

Si tratta di un nuraghe trilobato, con una torre centrale e con attorno al mastio tre altre torri. Risale al Bronzo medio (XV-XIV secolo a.C.) e comprende anche un antemurale (fortezza periferica di difesa) e i resti di capanne circolari, un villaggio realizzato tra Bronzo recente ed età del Ferro (XIII-IX a.C.). All’ingresso, un’enorme massa compatta – alla quale si deve l’eccellente stato di conservazione - contiene ambienti spaziosi. Tramite un ingresso principale e un corridoio rettilineo si accede alla torre centrale (mastio) e alle due torri laterali. Attraverso il corridoio, si respira  il profumo del muschio che ricopre le pietre, e ci si immerge nella magia nuragica. Una rampa a spirale sale in senso orario e accede alla piccola camera superiore, mentre un tempo raggiungeva anche la sommità. Attorno ci sono le tre torri minori con camere alte e strette, cinte tra loro dalla solida muraglia a forma ovale, provvista di porte e due torrette sporgenti con pareti traforate da feritoie che chiude l’intera struttura. Alla base della torretta occidentale c’è una cisterna. Davanti all’ingresso c’è un imponente edificio rotondo, forse la capanna delle riunioni, con due ingressi contrapposti, due ampie nicchie, quattro stipetti e cinque feritoie. 

Dell’esteso insediamento di tre ettari e mezzo, è stata scavata solo una parte. In vari punti resti di abitazioni nuragiche, case di epoca tardo-punica, romana repubblicana e imperiale, tardo-romana e bizantina testimoniano i vari passaggi storici. Distante dal sito abitativo sorge una tomba di Giganti costruita con blocchi perfettamente lavorati, purtroppo smantellata durante i millenni.

A circa 10 Km di distanza dal Nuraghe Losa, sempre nel territorio di Paulilatino, in provincia di Oristano, si può visitare il Complesso Nuragico Di Santa Cristina A Paulilatino, dove c’è un bellissimo pozzo sacro, diverse capanne delle riunioni e abitazioni risalenti a vari periodi storici.

Pietre che se battute suonano, ma, soprattutto, se osservate attentamente sprigionano tutta la magia del passato.” (Cit.)

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di Daniela Toti

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