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Complesso Nuragico Di Santa Cristina A Paulilatino 0 Comments

Complesso Nuragico Di Santa Cristina A Paulilatino

A 178 km dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, e a due ore di macchina, si può visitare un meraviglioso e misterioso complesso nuragico, uno dei più importanti in Sardegna per la sua a pregevole conservazione, risale a circa 1000 anni prima di Cristo. Il sito prende il nome dalla chiesa campestre di Santa Cristina dell’XI secolo. Una veduta aerea permetterebbe di apprezzarne meglio la struttura così perfetta nelle sue proporzioni. 

Nel verde dove crescono olivastri vi è un grande recinto ovoidale dentro il quale un recinto sacro a forma di buco di serratura che a sua volta contiene un vestibolo e la scala trapezoidale del pozzo sacro, costruito con pietre levigate, un capolavoro di perfezione geometrica che celebra l’affascinante culto nuragico delle acque. (scopri di più su: Visita ai Pozzi Sacri e Fonti Sacre). Ancora oggi l’acqua arriva nella vasca, scavata nella roccia, da una falda perenne e il livello è sempre costante.

Fuori dal recinto, la tonda capanna delle riunioni, pavimentata a ciottoli e con sedile circolare, e circa una decina di altri locali, alloggi e botteghe per le cerimonie. 

Sono stati ritrovati bronzetti del primo millennio a.C., fibule di bronzo del 900/800 a.C. e gioielli in oro fenici, che indicano attività commerciali e culturale. 

Alcuni archeologi asseriscono che il pozzo fosse un osservatorio astronomico per controllare i cicli lunari e prevedere le eclissi. A settembre e a marzo, in occasione degli equinozi, quando in tutto il mondo la durata del giorno è uguale a quello della notte, il sole illumina il fondo del pozzo dal vano scale e si riflette obliquamente sull’acqua. Se ci si posiziona sugli ultimi scalini si può osservare che la propria ombra riflessa sull’acqua è straordinariamente proiettata capovolta sulla parete della camera di fronte. Il fenomeno che riguarda la luna, invece, accade ogni 18 anni e 6 mesi, quando la luna raggiunge l'altezza massima e la sua luce penetrando dall’apertura in cima al pozzo, si riflette sull’acqua. Gli studiosi hanno verificato che il rapporto tra la base e l’altezza della cupola coincide alla geometria astronomica. Il pozzo costituirebbe uno strumento scientifico per misurare le altezze della Luna nel suo passaggio al meridiano. 

Poco lontano c’è un secondo nucleo annoverante un nuraghe con torre alto 6 metri e largo 13, completo della scala, della camera, con il soffitto intatto e il villaggio nuragico recintato, dove gli scavi sono ancora da completare.

Ma perché si chiama il pozzo di santa Cristina? La leggenda più nota vuole che Cristina, una bella pastorella, perseguitata dal padre perché la voleva vendere ad un signorotto del paese, un giorno che il padre la inseguiva prego con fervore che il cielo la salvasse e all'improvviso le si aprì il suolo sotto i piedi e la inghiottì, lasciando una buca di forma conica. La gente proclamò “Santa” la fanciulla e a poca distanza dal pozzo fu costruita una chiesetta in suo onore. Il complesso nuragico, attorno al pozzo dove la giovane precipitò, prese il nome da Santa Cristina. Ma è interessante anche l’altra opzione. Dall’arcaico ḫirim-šu-tu (pozzo a cesto per funzioni sacerdotali), diventa ḫirištu, abbinato quindi a Christu. Ma perché Cristina al femminile? Perché il pozzo era dedicato a Mamùsa, la Dea delle Acque… e alla fine il cerchio si chiude!

A circa 10 Km di distanza dal Complesso Nuragico Di Santa Cristina, sempre nel territorio di Paulilatino si può visitare il Nuraghe Losa, una delle più celebri, ben conservate e rappresentative testimonianze megalitiche della civiltà nuragica. 

 Rappresenta il culmine dell’architettura dei templi delle acque. È così equilibrato nelle proporzioni (…), studiato nella composizione geometrica (…), così razionale (…), da non capacitarsi (…) che sia opera vicina all’anno 1000 a.C.”. (Giovanni Lilliu - Archeologo) 

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di Daniela Toti 

Foto di Laura Mor

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