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Orgosolo: Città Dei Murales

In Barbagia, territorio austero lontano da quello amabile della più nota Sardegna, quella del mare, si trova il cuore della vera Ichnusa (antico nome della Sardegna), quella dei fieri pastori. Dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites (136 Km e 40 minuti), arrivando ad Orgosolo, in provincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai, i colori dell’anima indomita della città barbaricina si possono apprezzare nei dipinti murari che decorano le case. Più di 200 murales richiamano migliaia di turisti italiani e stranieri e gli appassionati dell’arte muraria, arte molto diffusa in Sardegna. In ogni murale c’è  la storia di una terra indomabile, la Sardegna, terra senza tempo. 

Nel Neolitico ha inizio la storia di Orgosolo, abitato da popoli preistorici.  E quando arrivarono i conquistatori, prima i Cartaginesi, poi i Romani, i Bizantini, gli Spagnoli e infine i Piemontesi, Orgosolo ha sempre reagito, vivendo secondo i propri principi. 

Ogni parete è arricchita da un murale evocativo e passeggiare per le sue strade è emozione perché la ragione  di essere dei murales è raccontare la propria storia e le proprie tradizioni. Dal 1969, anno in cui fu creato il primo dipinto murario, (ricordiamo San Sperate, in provincia di Cagliari, con i murales di Pinuccio Sciola Pinuccio Sciola: Scultore e Muralista Sardo di Villamar e di Serramanna) la tradizione non si è mai interrotta, e oggi è possibile ammirare, camminando per le vie del paese,  opere che descrivono la vita della società pastorale con le sue lotte, le sue miserie e la loro trasformazione. Di molti murales gli autori sono sconosciuti. L' impeto politico e sociale degli anni '60 e '70 ha lasciato murali collettivi con figure intense, che raccontano  la vita dei pastori, la miseria e le lotte per la terra. I murales politicizzati, che ci  raccontavano i cambiamenti della società italiana, hanno lasciato man mano il posto a decorazioni che raccontano la storia di tutti i giorni delle campagne e dei borghi dell'isola, mantenendo invariato il messaggio di un'arte collettiva anche con la nuova fisionomia della decorazione della città.

I murales di Orgosolo parlano al mondo della Sardegna e di come la Sardegna vede il mondo. Sono realizzati con la vernice ad acqua usata per gli interni e perciò deperibili. E la comunità ritoccherà il murale sbiadito solo se ritiene importante che continui a comunicare il suo contenuto. Diversamente vivrà nel ricordo di chi l’ha ammirato in piena bellezza.

Non sapevo come dipingere un murale. Non sapevo come preparare la superficie. Non c'era nessuno del Rinascimento in giro che potesse consigliarmi, e ho fatto il meglio che potevo.” (Maurice Sendak)

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di Daniela Toti

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