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Pedra è...

Lui, il marito, è appassionato a tutto ciò che è nuragico. Ogni settimana programma un itinerario che gli faccia conoscere sempre più il territorio, scoprendo ogni volta siti meravigliosi che lo entusiasmano e quando torna a casa cerca di condividere la gioia e l’interesse con la moglie. Ma lei, pragmatica, in mille faccende affaccendata, lo guarda e gli risponde tranquilla “Pedra è”.

Quando l’ho sentito raccontare ho sorriso divertita, ma poi il pensiero ha continuato a frullarmi nella mente. Quando 40 anni fa venni in Sardegna la prima volta, non sapevo nulla di siti nuragici. Mi lasciai incantare dal mare e dai suoi colori meravigliosi. Mare blu… quel blu di cui Kandinsky, pittore e violoncellista, disse: “Da un punto di vista musicale l’azzurro assomiglia a un flauto, il blu a un violoncello o, quando diventa molto scuro, al suono meraviglioso del contrabbasso; nella sua dimensione più scura e solenne ha il suono profondo di un organo”. Mi incantò la macchia Mediterranea, con mille profumi e tonalità di verde. Mi incantarono I Sassi Sardi   modellati dal vento e volli vedere la famosa Costa Smeralda frequentata dai VIP. E quindi: Porto Cervo: il cuore della Costa SmeraldaPorto Rotondo: una piccola Venezia per VIP, Castelsardo: il più bel borgo d'Italia,   Porto Rafael,  Olbia: un città a misura di turista,   e mare, mare, tanto mare. Budelli e la Spiaggia Rosa,   L'Arcipelago della Maddalena,  Tavolara (vedi Scoprite l'Isola di Tavolara). E, ancora, non sapevo assolutamente nulla di siti nuragici. 

Successivamente furono proprio i muretti a secco (vedi Patrimonio dell'umanità: muretti a secco )  a farmi scoprire le “Pedre”.  Mi raccontarono che molte delle pietre utilizzate dai contadini per recintare i loro terreni furono prese dai siti nuragici, proprio perché “Pedra è”, già modellata e pronta all’uso. Ma giustamente! Immedesimandomi, forse avrei fatto lo stesso. Perché se nessuno ti ha instillato l’orgoglio della cultura nuragica, i sassi sono sassi, o meglio “Pedra è”. Ed è stato allora che mi sono innamorata di quelle pietre. Pietre che cantano, (vedi l’ Archeoacustica) , pietre che hanno vissuto, pietre che insegnano, pietre che, a saperle ascoltare, raccontano la storia meravigliosa della nostra Sardegna. Perché il mondo nuragico è davvero un universo incantato. 

Oggi i sardi sono sempre più consapevoli del loro meraviglioso patrimonio e il mondo intero lo sta apprezzando sempre più.  Infatti la Sardegna sta per tesaurizzare il suo passato facendolo diventare Patrimonio dell’Umanità (vedi  La Sardegna Verso L’UNESCO ). Con l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità dei monumenti della Civiltà nuragica, la Sardegna potrà ampliare l’andamento stagionale del turismo a tutto il corso dell’anno e non unicamente nei mesi estivi, con grande beneficio dell’economia regionale. Nuove risorse finanziarie e energie umane sono necessarie a proteggere il patrimonio nuragico, un tesoro ancora tutto da scoprire e tutto da proteggere, che è ancora largamente sottostimato e purtroppo spesso abbandonato a gravi pericoli di incuria e profanazioni.

Le “Pedre” sono quindi in procinto di aver il loro vero immenso valore riconosciuto dal mondo, tanto che sentiremo dire “Pedra è… ma che Pedra!”

“La storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi.” (Cicerone)

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Di Daniela Toti

Nella foto la Tomba dei Giganti di Su Monte e S'Abe a Olbia - foto dal sito Sardegna Turismo

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