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Pinuccio Sciola: Scultore E Muralista Sardo 0 Comments

Pinuccio Sciola: Scultore E Muralista Sardo

Il lungomare di Golfo Aranci è impreziosito da due “Vele” più un gruppo di tre colonne sonore di Pinuccio Sciola, l’unico scultore che sia riuscito a far cantare le pietreParlare dello scultore e musicista Pinuccio Sciola è come raccontare una storia di magica meraviglia. Sciola, grazie alla sua fama nazionale e internazionale, è stato un meraviglioso testimonial della Sardegna e della cultura sarda nel mondo. Dichiarava di essere nato da una pietra, dalla quale ha estratto il suo canto. Le facoltà sonore delle sue opere, realizzate attuando sulla roccia delle incisioni parallele, permettono alle sue sculture di generare dei suoni che si diffondono una volta accarezzate con le mani o con piccole pietre, e in rapporto all’incisione e alla densità della pietra, richiamano il suono del metallo, del vetro, del legno e perfino della voce umana. 

Come Michelangelo diceva: “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla”, così Sciola era convinto che scolpendo la roccia, i suoni - che per millenni erano stati intrappolati dentro - si liberassero rendendo le sue sculture il portale tra le civiltà passate e il presente. E a Michelangelo, che dopo aver terminato il suo Mosè talmente realistico da fargli urlare "Ma perché non parli!", Sciola ha lanciato la sfida: "Michelangelo deve sapere che la pietra suona, è viva, parla, nonostante lui fosse convinto del contrario. E oggi, qui, davanti a lui, glielo dimostrerò". Con una delle sue opere, Semi di Pace, si è recato di fronte alla tomba del Buonarroti nella Basilica di Santa Croce di Firenze e, dopo aver recitato la sua preghiera e sfregandosi le mani, ha cominciato ad accarezzare la pietra, facendola vibrare, estraendo da lei la sua voce, facendola elevare dal cuore della materia.

Così lo scultore sardo ha potuto comunicare a Michelangelo che si sbagliava dicendo che la materia non può parlare. "Ma non era colpa sua!", ha subito spiegato Sciola “Aveva ragione nel credere che la pietra non fosse in grado di esprimersi. Infatti il marmo statuario da lui utilizzato ha delle proprietà fisiche che non gli permette di suonare. E' questo il motivo per il quale il suo Mosè non poteva parlare. Però era giusto che lui sapesse che la pietra è l'elemento più vivo che esiste e che mantiene la memoria di tutto. E ora lo sa, gliel'ho detto".

Raccontava Sciola che in Sardegna esiste qualsiasi tipo di pietra. E se una varietà di pietra non si trova lì è solo perché Iddio, nel creare il mondo, se l’è tenuta in tasca. Con le sue sculture di pietra sarda, quasi dei moderni menhir senza tempo, è stato in grado di liberare dei suoni, differenti  secondo la densità della pietra e l'incisione, suoni che possono riportare al vetro, all’acqua o al metallo, dando voce alle viscere della terra o agli abissi del mare.

Pinuccio Sciola era nato nel 1942 in una famiglia di contadini,  e fu una borsa di studio che gli permise di frequentare l'Istituto d'Arte di Cagliari. Dopo il liceo artistico, frequentò il Magistero d'arte di Firenze e l'Accademia Internazionale di Salisburgo. Si iscrisse nel 1967 all'Università della Moncloa a Madrid, mentre l'anno successivo si spostò a studiare a Parigi. Trasformò il suo paese natale, San Sperate (CA), in un Paese-Museo, cominciando nel 1966 inizialmente col dipingere le pareti delle case di bianco e invitando tanti artisti perché dipingessero su quelle pareti del paese le loro opere. Gli anni settanta furono un decennio dedicato al “muralismo”, che aveva contagiato anche moltissimi centri dell'Isola. Oggi a San Sperate ci sono 260 murales per le vie del paese, per la maggior parte realizzati su pareti intonacate e dipinte con il biancone con colori impermeabili ad acqua. Altre opere sono invece eseguite con tecnica del graffito e con tecniche miste.

Sciola viaggiò molto con le sue opere: nel 1973 a Città del Messico per lavorare con il maestro David Alfaro Siqueiros; nel 1976 alla Biennale di Venezia; nel 1984 alla Besana e in Piazza degli Affari a Milano; nel 1985 le alla Quadriennale di Roma e fra l'86 e l'87 una grande mostra itinerante in Germania. Nel 1994 in Belgio; nel 1996 nel Palace Trianon di Versailles, e l'anno successivo a Vienna. Nel 1996 le pietre sonore sono state suonate dal percussionista Pierre Favre al Time in Jazz di Berchidda; nel 1998 in Germania; nel 2000 all'Expo internazionale di Hannover che all'Avana; nel 2002 una mostra al Müvészet-Malom Szentendre di Budapest, nel  2003 l'architetto Renzo Piano scelse una monumentale scultura sonora per la Città della Musica a Roma. Nel 2006 a Villa delle Rose a Bologna viene realizzato “Impianto Sonoro Scolpito”. Nel 2008 Sciola ha ricoperto con i “Semi della Pace” il sagrato della Basilica di San Francesco ad Assisi. Nel 2010 inaugurò la "Pietra sonora" nel giardino della Triennale di Milano, mentre nel 2011 inaugurò all'Istituto italiano di Cultura a Madrid l'esposizione “Città sonore”. 

L'11 luglio 2012 il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano lo ha nominato Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, inaugurando anche il monumentale tricolore di Sciola al porto di Cagliari “Le pietre della cultura per consolidare le fondazioni dell'unità d'Italia”. Nel 2013 le sue opere erano a Shanghai. Nel 2015 riceve il “Premio Donna del Marmo 2015″ per il suo importante contributo alla storia della scultura.

Pinuccio Sciola muore il 13 maggio 2016. Tramite la Fondazione Sciola i suoi  tre figli portano avanti la Sua filosofia di vita e la sua ricerca artistica.

“I suoni vengono fuori con le carezze e più è dolce la carezza e più è forte l’emozione che la pietra, con la sua voce, trasmette” (Pinuccio Sciola)

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di Daniela Toti

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