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Sardegna, Così Sconosciuta

Da questo blog il Gabbiano Azzurro Hotel & Suites si è prefisso di far conoscere e condividere con i nostri preziosi lettori l’amore che nutriamo per quest’Isola. Un’Isola, la Sardegna, così bella e culturalmente ricca di immensi tesori preistorici, ma che, con nostro grande rammarico, sono a nostro avviso così inspiegabilmente sconosciuti ai più.

Per qualche motivo i nostri libri di testo scolastici non dedicano nessuno spazio all’epoca Nuragica oppure si limitano a poche righe che non sfiorano nemmeno la magnificenza della realtà che tale cultura merita. L’importantissima storia della Sardegna Nuragica, sicuramente fra la più significative dell’intero Mediterraneo con le sue vicissitudini storiche, le dominazioni, la sua civiltà e i suoi tesori ambientali, culturali e artistici è assente nei programmi, nelle discipline, nei libri di testo, nell’organizzazione della scuola. Gli storici romani, Tito Livio in primis, ci hanno raccontato di Cincinnato e Atilio Regolo e altri eroi romani, ma della Sardegna scrissero solo che non fu mai domata perché gran parte dell’Isola non cadde mai nelle mani dei conquistatori. Gli  storici romani non ci hanno detto che i romani fondevano i bronzetti nuragici per forgiare pugnali e armature e per rivestire i rostri delle loro navi da guerra. Mi piace molto l’ipotesi di Stefano Piroddi che, nel suo libro Sandhalia,  fa dire a Tito Manlio Torquato rivolgendosi al suo tribuno: “Però fai ben attenzione di una cosa, tribuno. Non chiamarli barbari e non trattarli mai come tali. È vero, c’è qualcosa in questa terra e nei suoi abitanti che va oltre la nostra normale comprensione, ma proprio per questo sarebbe un grave errore sottovalutarli”.

Un enorme “buco nero” nella cultura scolastica italiana. Il programma scolastico in Italia, già alle elementari, prevede, per esempio,  l’insegnamento di Hammurabi, re di Babilonia, della Mesopotamia, dei giardini pensili del palazzo reale, di come erano vestiti i babilonesi e sappiamo persino che la loro bevanda più diffusa era la birra. E chi non sa che i Fenici, grandi navigatori, idearono il primo l’alfabeto fonetico e la tintura con la porpora? Si studiano le Piramidi d’Egitto, i faraoni, il sacro fiume Nilo, le mummie, i sarcofagi… ma perché non si studia l’esistenza di migliaia di Nuraghi: Antiche Presenze In Sardegna, edificati da comunità nuragiche indipendenti e federate fra loro? Gli antichi sardi nuragici sapevano di architettura, di astrologia,  di idraulica, come i Pozzi Sacri e Fonti Sacre, di ceramica, di lavorazione dei metalli, la grande statuaria in pietra, chiamati Giganti Di Mont’e Prama, di navigazione, di agricoltura, di pastorizia, e di viticoltura. Al riguardo, nel sito archeologico di Duos Nuraghes, sono stati rinvenuti dei vinaccioli di Cannonau risalenti a 3200 anni fa che, oltre ai semi di vernaccia e malvasia ritrovati  sempre nelle vicinanze di Cabras, databili a circa tremila anni fa, non solo fanno stimare che la viticultura in Sardegna fosse conosciuta sin dall'età del bronzo, ma che il Cannonau  vanta il titolo di vino più antico del Mediterraneo. Lo studioso Andrea Bacci nel 1586 nella “De Naturali vinorum Historia appellò l'Isola “Sardinia insula vini”. I preziosi vini della Sardegna

L’incredibile, misteriosa, magica, interessantissima civiltà  Sardo-nuragica della quale ci auguriamo di sentir parlare sempre più frequentemente, e che ci ha lasciato reperti di immenso interesse storico culturale e un passato ancora tutto da decifrare. 

La storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi.” (Marco Tullio Cicerone)

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di Daniela Toti

Poto: Necropoli di Filigosa e Nuraghe Ruggiu - photo credits Laura Mor

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