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Sardegna: Non Solo Sole, Sale E Mare

Leggendo e studiando sulla Sardegna continuo, con immensa meraviglia, a scoprire i suoi infiniti tesori culturali. E più scopro e più mi accorgo di saperne sempre pochissimo… e il suo fascino aumenta sempre più.

Ho amato la Sardegna per il suo mare, le sue spiagge, i suoi sassi, il suo clima, la Sardegna che conosciamo tutti, quella del turismo balneare, quella del turismo eno-gastronomico. Ma l’isola non è solo sole, mare e spiaggia, vino e cibo buono: è soprattutto storia e cultura. E il suo fascino è lì, alla portata di chiunque voglia vedere, solo facendo delle gite all’interno alla scoperta del territorio. 

È davvero una terra disseminata di gioielli. Ci sono: i Nuraghe, le tipiche costruzioni in pietra a forma di tronco conica; i Pozzi Sacri Nuragici, di sorprendente elaborata struttura architettonica,  destinati al culto dell’acqua; le Tombe dei Giganti,  imponenti monumenti a pianta semicircolare, costruiti con monoliti di pietra di grandi dimensioni conficcati nella terra per sepolture collettive; le Domus de Janas, le case delle fate, in realtà tombe e necropoli scavare nella roccia, spesso ricche di decorazioni murali; i Menhir, grossi massi più o meno lavorati, conficcati nel terreno; i Dolmen, formati da due pietre verticali che ne sostengono una posta sopra orizzontalmente; i Cromlech, circoli megalitici che si ipotizza avessero una funzione di calendario per il calcolo del sorgere ed del tramontare del sole durante i solstizi; i Tempietti a Megaron, così chiamati per la loro struttura che ricorda l’ambiente più interno dei palazzi micenei; le Rotonde con bacile, edifici di pianta circolare con sedili di pietra con al centro dell’ambiente un bacile di pietra lavorata appoggiato sul pavimento lastricato.

L’utilizzo di tutte queste meraviglie è ancora basato sulla teoria, che ne ipotizza un uso per riti cerimoniali, di culti, di medicina, di vita e di morte. Ma le ricerche degli archeologi hanno fatto passi da gigante negli ultimi decenni, per cui si spera di poter presto dare una certezza storica a questo meraviglioso mondo nuragico, attualmente circonfuso di mito e magia. Sarà allora una storia da riscrivere che eleverà l’importanza dell’antico passato sardo, quel passato che fino ad ora si riesce ad intravedere ma non ancora a mettere totalmente a fuoco. Emergeranno quindi anche gli interpreti principali del mondo nuragico. Per esempio, chi erano e da dove venivano gli antichi Guerrieri Shardana, attori sostanziali di quel mondo? 

Ma anche prima di avere queste importanti certezze, basterebbe la divulgazione dell’esistenza di quei tesori perché la conoscenza di questa Sardegna semi-sconosciuta arrivi al mondo del turismo, che ne avrà un beneficio fondamentale perché, all’attuale turismo prevalentemente  sole, sale e mare, se ne affiancherà uno nuovo, quello culturale che coinvolgerà anche il magnifico entroterra sardo oltre alle sue coste già famose e frequentate.

Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, ... acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, ... e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir…” (Michela Murgia)

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di Daniela Toti

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