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La Pavoncella Sarda

La troviamo nei tessuti, nelle cassapanche, nelle ceramiche, nei tappeti, nei gioielli e anche nel pane della festa.

La figura di volatili, puligas (gallinelle) o affuragias (passeri), è uno dei motivi più utilizzanti  dell’artigianato sardo. La pavoncella sarda è diventata arte, come scriveva Giuseppe Biasi (pittore) in Arte Sarda: "I motivi d'intaglio, sempre ben dosati, dilagarono nella casa soprattutto quelli della gallinella e dei volatili. Nato come filiazione del liberty, lo stile sardo ebbe successo per le applicazioni d'intaglio più o meno stilizzate".

Ma cosa significa la pavoncella?  

Arrivata in Sardegna con i Bizantini all’epoca dei Giudicati, nella vita agro-pastorale è simbolo di fertilità, di piogge abbondanti per i raccolti, di salute per le greggi.

La si associa all’araba fenice, che risorge dalle proprie ceneri, che quindi simboleggia la resurrezione cristiana dell’anima. La sua raffigurazione anche nel pane attesta tutta la forza del suo significato.

“[...] Vedete quel branco di pavoncelle che poco fa svernavano in Sardegna? Le vedete uscire verso notte di sulle dune appartate dove riposavano?” (Giuseppe Ungaretti)

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di Daniela Toti

 

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