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Tharros Città Fenicia

Una gita davvero interessante è visitare Tharros, la Città Fenicia. Distante dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites due ore e mezza in macchina, per me è stato un viaggio doveroso nei confronti di mia cugina, libanese, che da quando in famiglia si è cominciato a fare la conoscenza con la Sardegna quarant’anni fa, ha sempre orgogliosamente segnalato il ruolo importante avuto dai fenici nelle lontane società delle popolazioni sarde. 

Per raggiungere da Golfo Aranci l’area Archeologica di Tharros, che si trova sul promontorio di Capo san Marco, nella penisola del Sinis (Oristano), si possono fare due strade: tenendosi un po’ più a nord, per 205 Km passando da Berchidda, Thiesi, Macomer oppure scendendo più a sud, per 216 Km passando da San Teodoro, Budoni, Nuoro. Facendo un tragitto all’andata e l’altro al ritorno è un’occasione per migliorare la conoscenza del cuore identitario di questa magnifica terra, la Sardegna.

Fu circa nel decimo secolo a.C. che la città di Tiro in Fenicia (l'odierna Libano) cominciava a prevalere nel commercio del mediterraneo.  I fenici si stabilirono in Sardegna circa nell’ottavo secolo a C., dove fondarono colonie sul mare, divenute poi città, per facilitare il loro commercio. Tharros sulla costa occidentale, Bithia, Sulcis (Sant'Antioco), Nora e Karalis (Cagliari) sulle coste sud occidentali. Ai fenici non interessava espandersi conquistando terre ma piuttosto farlo nel commercio e sceglievano di vivere in pace con la popolazione sarda. A loro interessavano i metalli ed altri prodotti e praticavano quello che viene chiamato il Gift Exchange, lo scambio di doni, che non era esattamente un dare e ricevere doni, ma istituiva una relazione di obblighi, che potevano essere sdebitati con favori o concessioni. In questa forma di scambio, i capi tribù sardi consolidavano il proprio potere e quello della propria tribù. 

Tharros fu quindi fondata dai Fenici nell'VIII secolo a.C.  dove già esisteva un villaggio nuragico dell'età del bronzo. Il segno di un insediamento stabile è dato dal santuario all’aria aperta dedicato alla dea Astarte, il tofet, dove sono state ritrovate centinaia di urne contenenti ceneri di bambini e neonati e ceneri animali. Camminare tra le vestigia di Tharros si può respirare la storia sarda rimanendo incantati di fronte alla cultura delle civiltà del passato in questo splendido museo all’aria aperta.       

Dopo i Fenici, Tharros venne occupata e ampliata dai cartaginesi e, successivamente alle guerre puniche, fu conquistata da Roma. In età imperiale furono costruiti l’acquedotto, le terme e le strade lastricate di basalto. Caduto l'Impero romano d'Occidente, Tharros, fu dominata prima dai Vandali e poi dai Bizantini e martoriata dalle incursioni dei saraceni. Fu capitale del Giudicato di Arborea Eleonora D'Arborea, e quando i Giudici trasferirono nel 1071 la loro capitale ad Oristano, luogo più sicuro dalle scorrerie,  la popolazione abbandonò gradualmente la località optando per Oristano, sancendo la fine del l’antico centro. 

E come fu detto: "e sa cittad'e Tharros, portant sa perda a carros", letteralmente "dalla città di Tharros portano le pietre a carri (cioè in grandi quantità)", a dimostrazione del fatto che Oristano venne fondata con i resti materiali dell'antica colonia fenicia.

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di Daniela Toti

Foto di Laura Mor 

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