Blog

La Leggenda Di Lollove 0 Comments

La Leggenda Di Lollove

Il borgo che non cresce ma non muore mai 

A 112 Km e un’oretta e mezza di macchina dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, a soli 15 km da Nuoro e La Barbagia,  si trova una piccola perla: un piccolo borgo medievale di poche case di pietra, fermo nel tempo, tra le montagne, in mezzo a un querceto, con una chiesetta gotica del 1500 che qualche secolo fa ospitava un antico monastero di Francescane penitenti. Ed è a queste monache che appartiene la leggenda, tramandata di generazione in generazione, che vuole che esse fossero accusate dai paesani di rapporti lussuriosi con pastori del luogo e furono quindi cacciate dal paese. Ma le monache, che si dichiaravano innocenti, maledirono il piccolo borgo di Lollove: "Lollove as a esser chei s'abba è su mare: no as a crescher nen parescher mai!" “Lollove sarai come l'acqua del mare, non crescerai e non morirai mai”

La maledizione pare si sia avverata perché il borgo, pur non scomparendo, grazie ai pochi abitanti che lo abitano, è rimasto sempre delle stesse dimensioni di allora. Nel paesino non ci sono medici, scuole o ufficio postale. La luce elettrica è arrivata solo alla fine del secolo scorso. 

Tra il XIX e il XX secolo, il luogo senza tempo ha ispirato scrittori e artisti tra i quali Sebastiano Satta e, soprattutto, Grazia Deledda che nel 1920 lo scelse per ambientarci il suo romanzoLa madre, che raccontando la storia proibita tra Paulo, un giovane prete, e la bella Agnese, sembra sottolineare la leggendaria atmosfera peccaminosa e fumosa del borgo. Film ed opere teatrali si ispirarono all’opera. 

Nel 1896 lo scrittore nuorese Sebastiano Satta descriveva che allora a Lollove vivevano 367 residenti in 56 case e che le vie erano ostruite da rocce che ne impedivano il transito ai carri ed ai cavalli. Fino al 1950 Lollove contava oltre 400 abitanti, ma oggi ne ha solo qualche decina. 

Nelle feste religiose il piccolo borgo si anima un po’ ma è a novembre che prende vita con “Vivilollove”, nel contesto dell’Autunno in Barbagia, quando visitandolo ci si può immergere nei tempi antichi delle pratiche quotidiane manuali, di panificazione e di cucina.

Ma i paesini come Lollove sono destinati a scomparire perché gli ultimi abitanti sono anziani e con loro finirebbe anche il villaggio con tutte le tradizioni, le usanze, le storie e le leggende. Per scoraggiare questa tendenza anche a Lollove, come in molte parti d’Italia, è partita l’iniziativa delle case vendute a un euro, rivolta soprattutto ai giovani, per incentivarne il ripopolamento. Non si perderebbero solo le abitazioni ma l’atmosfera e la storia che contraddistinguono questi piccoli meravigliosi borghi.

Simone Ciferni, fondatore del progetto Lollovers, con l’aiuto dei pochi abitanti rimasti, vorrebbe rilanciare Lollove e farla diventare una meta digital detox, cioè un luogo dove trascorrere un periodo di tempo da passare lontano da social media e altri ambienti digitali ma anche senza usare smartphone, tablet, PC e altri device simili, per raggiungere un rapporto più sano e bilanciato con la tecnologia, per prendersi del tempo, respirare aria buona, rallentare e tornare al tempo passato ritrovando percezioni che non eravamo più in grado di avvertire durante la vita di tutti i giorni, staccando letteralmente la spina e stando lontani dalla tecnologia e dall’ansia per un giorno o due. Un turismo lontano dall’idea classica di vacanza, che si basi sull’esperienza di visitare un paesino unico, sospeso nel tempo e a rischio d’estinzione.

 

[…]si sentiva solo, di fuori, il rumore del vento accompagnato dal mormorio degli alberi del ciglione dietro la piccola parrocchia: un vento non troppo forte ma incessante e monotono che pareva fasciasse la casa…

(Grazia Deledda – “La Madre”, ispirato a Lollove) 

--

di Daniela Toti

Condividi i tuoi commenti con noi!