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La Bandiera Sarda: Il Vessillo Dei Quattro Mori

La storia della bandiera sarda, di origine medievale, bianca con la croce rossa di San Giorgio, che forma quattro quadrati entro ciascuno dei quali vi è una testa di Moro, viaggia tra leggenda e verità storica in un percorso affascinante che conduce alla scoperta del passato dell’Isola. Durante i secoli i Quattro Mori della bandiera furono raffigurati in modi differenti: senza benda, con benda sugli occhi o sulla fronte, che guardano a destra oppure a sinistra, alle volte con la corona e altre volte no. Storicamente invece la fronte è rivolta verso l'inferitura. 

Ci sono varie ipotesi nella storia del vessillo sardo, dove ricorre il numero quattro: quattro giudicati, quattro re Saraceni, quattro vittorie. Vediamole nel dettaglio.

Il vessillo potrebbe essere stato adottato per rappresentare i quattro giudicati, Torres, Gallura, Arborea e Cagliari, che si costituirono nel 1073 per combattere contro i Mori, che avevano vessato l’isola con le loro incursioni sin dal 705. I Giudicati sardi furono quattro piccoli stati indipendenti che, tra il IX e il XV secolo, governarono autonomamente la Sardegna e difesero strenuamente la loro isola dalle continue invasioni dei Mori. Stati sovrani con summa potestas e governati da Re chiamati Giudici, in sardo Judikes, differivano dai governi feudali in vigore nell’Europa medievale per la modernità di come erano organizzati. Erano Stati non di proprietà del sovrano, ma del popolo che si esprimeva tramite le Coronas de Curatorias le quali a loro volta eleggevano i propri rappresentanti alla Corona de Logu che riuniva i poteri della Corte di giustizia, del Consiglio dei rappresentanti dei zone amministrative dette curatorias e degli Alti Prelati (pìscamos), nominati dal giudice-sovrano.

Una seconda ipotesi invece si riferisce alla celebrazione della vittoria ad Alcoraz del re Pietro I di Aragona, nel 1096. Si racconta che San Giorgio intervenne durante la battaglia in favore degli Aragonesi, comparendo sul campo con lo scudo bianco crociato di rosso, simbolo dei crociati che combattevano i Mori in Terra Santa, e lasciò sul campo le teste mozzate dei quattro sovrani musulmani, ancora adorne dei loro turbanti regali. Le teste dopo la battaglia furono portate al re aragonese posate sullo scudo di San Giorgio dando così origine al Vessillo dei Quattro Mori.

La terza ipotesi, più debole, si lega alle quattro vittore conseguite dagli aragonesi, che regnarono dal 1324 al 1479, vinte in Spagna dai catalano-aragonesi: Saragozza, Valencia, Murcia e le Baleari.

Qualsiasi sia la giusta ipotesi, i Quattro Mori divennero il simbolo del Regnum Sardiniae et Corsicae, e col tempo divenne la bandiera dell'isola e della sua popolazione. Il significato di ciò che è rappresentato sulla bandiera ne racconta sicuramente un'epoca della Sardegna di sanguinosi conflitti tra Islam e Cristianità. Nel 1720 i Savoia sovrapposero, per la durata del loro regno, lo stemma sabaudo ai Quattro Mori, bendati negli occhi e rivolti a sinistra. L’ultima revisione, datata 2005, ha fissato le bende calanti sulle fronti e le teste rivolte a destra.

Due cose si possono fare con una bandiera: o sventolarla in alto o stringerla con passione sul proprio cuore.” (Paul Claudel)

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di Daniela Toti

 

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