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La Chiesa romanica di San Simplicio a Olbia

In mezz’ora dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, percorrendo 18 chilometri, si arriva alla Chiesa di San Simplicio ad Olbia, nel centro della città. E’ il più antico e il più bell'esempio romanico della Gallura. Lo splendido edificio in granito, arrivato in ottime condizioni ai giorni nostri, fu completato in tre diverse fasi nell’arco di un secolo tra il 1050 e il 1150 dove già esisteva una necropoli romana, divenuta poi una chiesetta paleocristiana costruita tra il 594 e il 611.

Il Martirologio Romano (un libro liturgico) lo ricorda così: «Fausinae, in Sardinia, sancti Simplici, Episcopi et Martyris; qui, Diocletiani tempore, sub Barbaro praeside, perfossus lancea martyrum consummavit.», che significa: A Fausiana in Sardegna, San Simplicio vescovo e martire, trafitto da lancia consumò il martirio al tempo di Diocleziano, sotto il presidio barbaro". E Fausania era il nome altomedievale di Olbia.

Oltre a tutte le interessanti simbologie rappresentate da colonnine, figure scolpite e archetti, singolare è la decorazione in stile longobardo, che attribuisce a tutto l’edificio un segno tipico dello stile romanico: un uomo a cavallo con un cane. C’è chi ne ravvisa l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Ma è l'interno della Chiesa, a tre navate con sette pilastri alternati da cinque colonne (forse recuperate altrove), che rapisce l’anima. Quando entri in San Simplicio, senti dentro di te quella pace che sembra non avere età, la stessa pace che da mille anni accomuna tutte le anime che nella Chiesa hanno provato la stessa emozione.

E guardando il busto reliquiario di legno del 1600 nel presbiterio, capisci quanto grande deve essere stato questo Santo se dopo tanti anni è pregato e onorato in tutte le diocesi di Tempio e Olbia perché le sue reliquie vennero “ridistribuite sul territorio” per accontentare tutti i suoi fedeli.

 

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di Daniela Toti

 

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