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Cristoforo Colombo Era Sardo?

Ricordo che Suor Anna Concetta, la mia maestra delle elementari, il 12 ottobre ci ricordava sempre la scoperta dell’America da parte del ligure Cristoforo Colombo che, con le sue famose tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria, aveva toccato il suolo americano nel 1492, mentre in realtà cercava una via a occidente per le Indie. Subito dopo seguiva l’assegnazione del disegno delle tre caravelle, cosa che mi piaceva moltissimo. 

Mi domando oggi, divertita, come poter spiegare alla cara Suor Anna Concetta che quello che ci aveva insegnato sul luogo di nascita del navigatore, forse, non era esatto.

La teoria della nascita a Genova aveva vinto su svariate ipotesi che variano da Savona o Abissola Marina  a Calvi in Corsica. Da catalano di discendenza ebraica a portoghese del distretto di Beja, fino alla più fantasiosa che vorrebbe che il nostro Cristoforo fosse in realtà il principe polacco Segismundo Henriques, figlio del re Ladislao III di Polonia, che avrebbe cambiato il suo nome in Cristoforo Colon per proteggere l'identità di suo padre.

Ma la teoria più bella, a mio avviso, è quella che dice che fosse sardo, nato a Sanluri (a 250 km sud dal Gabbiano Azzurro Hotel & Suites).

Pur essendo un piccolo villaggio ma con una posizione strategica, Sanluri fu molto conteso e nel 1409 si combatté la battaglia tra gli aragonesi ed il giudicato di Arborea, battaglia vinta dagli aragonesi. Vi prese parte Giovanni De Sena che, per i servigi prestati, fu nominato visconte di Sanluri. 

La viscontea comprendeva un ampio territorio e nel 1470 il castello ed il borgo caddero nelle mani di Leonardo Alagon, marchese di Oristano che acquisì i diritti sul castello e sulla viscontea.

In quel castello del Visconte De Sena (di Siena) non nel 1451 ma nel 1436 si dice nacque Cristoforo Colombo, da una nobile famiglia sardo-genovese. Avrebbe trascorso la sua giovinezza tra Sanluri, Oristano, Tortolì e Castelsardo a studiare la scienza e la nautica.

Il padre aveva importanti parentele con le Casate nobili del Nord Italia, tra i quali i Piccolomini di Siena, e la madre, che era una Alagon, legata alla nobiltà dell’Aragona, con legami di consanguineità con la giudicessa Eleonora D’Arborea leggi la sua storia qui). Cristoforo Colombo sembra si chiamasse in realtà Christoval Còlon, avendo abbreviato il  cognome Piccolomini in ‘Còlon’. Si dice che Christoval in gioventù, si fosse formato in Sardegna tra Sanluri ad Oristano, da Tortoli  a Castelsardo, che all’epoca si chiamava Castelgenovese ed era sede dei Doria, castello che, appartenendo a suo marito Brancaleone Doria, Eleonora abitò.

Tutta questa bellissima ed intrigante teoria ci viene regalata dalla tesi della ricercatrice spagnola Marisa Azuara nel suo libro “Christoval Colón más grande que la legenda” (Cristoforo Colón più grande della leggenda), uscito nel novembre 2007.

La ricercatrice, per suffragare con ulteriori documenti e dati di fatto le sue affermazioni, ha effettuato un lungo viaggio di ricerca negli archivi di Siviglia, di Massa-Carrara, di Siena, e della Sardegna (Cagliari, Sanluri, Oristano, Bosa, Castelsardo).

Ma la sua ricerca non finisce qui. Cristoforo avrebbe espresso il desiderio che le ricchezze derivate dal nuovo mondo fossero investite sulle Crociate, ai regnanti Ferdinando il Cattolico ed Isabella di Castiglia. E su questo presupposto nasce il secondo libro di  Marisa Azuara Cristoforo Colombo – la crociata universale”.

Concludendo, un Cristoforo Colombo di nobile origine, sia sardo che genovese, che spagnolo e che presenta la Sardegna protagonista della storia dell’Occidente.

Non si può mai attraversare l’oceano se non si ha il coraggio di perdere di vista la riva.” - Cristoforo Colombo

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Di Daniela Toti

Opera in immagine: "Departure of Columbus from Palos in 1492”, (1855), di Emanuel Gottlieb Leutze.

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