Lakota Sioux E Antichi Sardi: Affinità Tra Due Culture Ancestrali 0 Comments
di Daniela Toti
Nel 2012, in Sardegna, si svolse un incontro straordinario: quattro sciamani Lakota Sioux, due donne e due uomini, arrivarono dall’America per dialogare con quattro anziani del centro Sardegna. Due mondi apparentemente lontani, il popolo nativo delle Grandi Pianure nordamericane e gli eredi della civiltà nuragica, si scoprirono vicini come fratelli.
I Lakota Sioux sono un popolo nativo americano appartenente alla grande nazione Sioux. Le loro origini storiche come comunità riconoscibile risalgono circa al XIII–XIV secolo, ma ciò che rende la loro cultura ancestrale è la tradizione orale, fortemente spirituale legata a un tempo originario “senza inizio né fine”. Affonda in tradizioni orali molto più antiche, tramandate di generazione in generazione questa eredità spirituale, che li rende uno dei popoli nativi più conosciuti e rispettati del Nord America.
Sappiamo che gli antichi Sardi della Civiltà Nuragica vissero in Sardegna tra il XVIII e il IX secolo a.C. circa. A loro dobbiamo i celebri nuraghi, le tombe dei giganti e i pozzi sacri. La società nuragica era comunitaria e fortemente connessa al cosmo: i monumenti erano spesso orientati secondo i solstizi e i cicli lunari, creando un legame tra architettura, agricoltura e religiosità. Il cuore spirituale di questa cultura era la Dea Madre, simbolo di fertilità e vita, in armonia con le forze naturali.
Tre radici comuni tra i Lakota Sioux e gli antichi sardi:
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Il Cielo - Per i Lakota Sioux le stelle sono antenate, segni e guide. La Via Lattea è la strada degli spiriti, e la cosmologia è un linguaggio sacro che stimola la creatività. Per gli antichi Sardi, l’orientamento astronomico dei nuraghi, delle tombe dei giganti e dei pozzi sacri era legato ai solstizi, ai cicli lunari e al calendario agricolo. La comune radice è il cielo come calendario sacro e memoria del popolo.
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La Voce - I Lakota Sioux, conosciuti come Singing Nation, esprimono la preghiera come canto: la parola sacra che vibra e crea connessione con il cosmo. In Sardegna, i brebus (formule rituali di guarigione e protezione) e i Canti a Tenores (voce collettiva e vibrazione ancestrale) hanno la stessa funzione: invocare, proteggere, legare il visibile all’invisibile. La comune radice è il suono, parola e canto, come ponte tra mondo umano e mondo spirituale.
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Il Corpo - Tra i Lakota Sioux, la Sun Dance è un rito cerimoniale in cui corpo, ritmo e simbolo si fondono in preghiera collettiva. In Sardegna, le maschere e il loro spettacolare folclore accompagnano danze rituali che esprimono la forza della comunità e il rapporto con le forze naturali. La comune radice è il corpo collettivo come strumento sacro, capace di mediare tra uomo e spirito.
Gli anziani sardi iniziarono parlando della sacralità dell’acqua, della donna come Dea Madre, e dell’uomo eroe, ponte tra cielo e terra.
I Lakota, impressionati da tanta sapienza, chiesero più tempo prima di parlare. Uno di loro disse: “Mai avremmo immaginato che due popoli, separati dall’oceano e da due continenti, potessero essere così vicini nell’anima e nello spirito.”
Da quell’incontro è nato un messaggio universale: “Se tutti riscoprissimo le nostre radici, la pace regnerebbe nella comunanza delle anime. Nessuna guerra avrebbe più senso”.
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“Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo.” (Oriana Fallaci)
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