Su Trimpanu, Uno Strumento Musicale Sardo 0 Comments
Appartiene all’antica tradizione sarda lo strumento musicale Su Trimpanu, membranofono a frizione. Nato in ambiente agropastorale probabilmente come richiamo per uomini ed animali in quanto aiuto nel pascolo. Altri nomi del Su Trimpanu sono: scorriu, moliaghe, òrriu, tunciu, zumbu zumbu. Come succede a tutto ciò che antico e poco documentati, molte leggende aleggiano intorno a questo strumento.
I pastori lo costruiscono utilizzando un cilindro, nei tempi antichi di sugherone, poi rimpiazzato da più comodi grossi barattoli in latta. Sulla parte superiore del cilindro fissano una membrana di pelle ben tesa fermata da uno spago legato stretto. Questa pelle deve essere magra e senza grasso. Su essa esiste una diceria che appartenga a un cane morto di fame, ma sfatata dopo analisi di laboratorio che hanno rivelato essere pelle di capretto. Infatti, come i pastori sanno molto bene, non c’è niente di meglio della pelle di capretto.
Dall’interno del cilindro fissano al centro della membrana, fermata con due dischetti di cuoio per non farla strappare, una cordicella, spesso una treccia di crine di cavallo, ricoperta di pece per renderla impermeabile. Facendo scorrere attraverso la membrana la cordicella ben tesa tra le dita, aiutandosi a volte con un lembo di Orbàce, la vibrazione produce un suono cupo a bassa frequenza, che si propaga in lontananza, in parte udibile dall'orecchio umano ma in parte udibile solo dagli animali, per i quali è un ultrasuono insopportabile. Per questo pastori lo usavano per radunare le greggi ma soprattutto per allontanare gli animali predatori.
Ma pare venisse anche usato dai delinquenti in fuga per disarcionare di sella i carabinieri che li seguivano, poiché il suono faceva imbizzarrire ed impennare i cavalli. Tanto che, a fine Ottocento, le autorità ne vietarono l’uso con regio decreto.
Un Trimpanu originale dei tempi del banditismo sardo, sequestrato dai Carabinieri, è custodito nel museo della Legione dei Carabinieri a Cagliari, in via Sonnino, ma anche al “MuSPoS” Museo degli Strumenti Popolari Sardi, recentemente aperto a Pula (CA).
Oggi si può ammirare Su Trimpanu nelle sfilate tradizionali e a quelle di Carnevale.
"I pastori conoscono molte lingue misteriose; parlano la lingua delle pecore e dei cani, la lingua delle stelle e del cielo, dei fiori e delle erbe." (Mehmet Murat Ildan)
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di Daniela Toti
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