Angela Spano: Dai Miei Frammenti, Mi Ricucio 0 Comments
di Daniela Toti
C’è una frase che ritorna spesso nei titoli e nelle descrizioni delle opere di Angela Spano: "From my pieces, I sew myself back together" - Dai miei frammenti, mi ricucio.
Perché in ogni collage di Angela c’è un gesto di ricostruzione dell’identità: un ricucire insieme gli elementi dispersi della memoria collettiva, femminile e sarda.
Artista raffinata, profondamente radicata nella tradizione isolana, Angela Spano dà vita a opere che uniscono passato e presente, materia e spirito. I suoi dipinti, realizzati su frammenti autentici di tessuti sardi, raccontano il volto femminile della Sardegna in una forma nuova, poetica, intensamente visiva.
Nata nel 1974 ad Ajaccio, in Corsica, da madre siciliana e padre sardo, Angela si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondisce l’arte classica e l’espressionismo viennese e tedesco. È quest’ultimo a influenzare più profondamente la sua ricerca. Nei suoi dipinti, i personaggi sembrano uscire dalla tela, sporgersi verso l’osservatore, con uno sguardo che chiede ascolto.
Ma è in Sardegna che la sua arte trova una voce unica. Ciò che distingue Angela Spano è il suo uso originale dei tessuti tradizionali sardi. Non come ornamento, ma come materia narrativa. Ogni frammento - broccati con motivi simbolici, cotoni pesanti decorati, l’orbàce grezzo e resistente - è un pezzo di storia. Angela li raccoglie, li seleziona e li compone come in un abito rituale: ricuce pezzi di vita. Alcuni provengono da famiglie, altri da paesi o cerimonie, altri ancora dal fascino potente della Sartiglia, che l’ha ispirata a inserirla nelle sue opere.
Sopra questi tessuti Angela dipinge volti femminili, giovani donne sarde in costume tradizionale. I loro occhi, fieri e diretti, raccontano storie di forza e resistenza. Sono matriarche silenziose che guardano avanti pur portando nel volto la memoria di chi le ha precedute. È come se dicessero: “Sono ancora qui, anche se la mia storia è stata frammentata.”
Nel suo lavoro il costume sardo non è folklore, ma radice viva. Ogni dettaglio - una cuffia, un velo, un pettorale, la piega dell’orbace - evoca comunità, ruoli, epoche. Angela li conosce, li studia, li rispetta, li reinterpreta con amore. Così facendo, mette in scena un’identità femminile forte, silenziosa, resiliente, che ha attraversato i secoli senza mai perdere dignità.
Osservare un’opera di Angela Spano è come entrare in un mondo fatto di bisbigli, stoffe, storie tramandate. Ogni volto sembra sussurrare al tessuto: “Ti ricordi chi sei?” E il tessuto risponde: “Io vengo da lontano, ma ti appartengo.” Questo è perché Angela Spano sa intessere emozione e riflessione, e ci offre un’arte che non si limita a decorare, ma racconta, custodisce, risveglia.
Se stai programmando un viaggio in Sardegna, lasciati ispirare da chi l’isola la racconta con le mani e con il cuore. L’arte di Angela Spano è un invito a guardare la Sardegna con occhi nuovi: attraverso i suoi tessuti, i suoi volti, le sue storie cucite con amore e consapevolezza.
Al Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, amiamo raccontare questi percorsi d’arte e memoria, perché crediamo che la Sardegna sia molto più di una meta balneare: è una terra che parla, anche attraverso l’arte.
“La vita ci è stata data per una creatività. Il tempo è come il tessuto su cui occorre disegnare una creazione.” (Luigi Giussani)
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