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Sardegna Esoterica

 La magia della Sardegna, da sempre magnificata dai suoi abitanti, deriva da un’unione di fattori. 

  • È una terra antichissima che ha ospitato popolazioni, culture, tradizioni, credenze, leggende e misteri dal periodo pre-nuragico (dal 6000 sino al 4000 a.C. circa) all’età nuragica (dal 1800 al 1600 a.C. circa) dai Fenici e Cartaginesi (dal 1000 al 700 a.C.), dai Romani (dal 238 a.C. al 476 d.C.) ai Vandali, dai Bizantini (534) ai Giudicati (dal 800 al 1500), dal Regno di Sardegna e Corsica (dal 1297 al 1847), ai giorni nostri. 

  • Le radici esoteriche dell’isola risalgono ai culti pagani di spiritualità e spiritismo che l’hanno contraddistinta nei secoli. Questa mescolanza di diversità ci ha riconsegnato un’isola ricca di mistero e magia che offre a noi oggi la possibilità di visitare antichi luoghi sacri penetrandone l’affascinante arcanità.

  • I Menhir e Dolmen, le Domus de Janas, Le Tombe dei giganti, i Pozzi sacri nuragici, e i Nuraghe sono disseminati numerosissimi su tutta l’isola. La loro presenza sul territorio testimonia la Sardegna pagana e tutti questi monumenti risultano avere una posizione per nulla casuale. 

Ma cerchiamo di scrutarne la loro meravigliosa impenetrabilità.

  1. Dolmen, Menhir e Cromlechpre-nuragici, si suppone fossero le porte di passaggio al mondo degli dei, luoghi spirituali e, collocati in particolari punti magneto-energetici, che avrebbero quindi una capacità curativa. 

  2. Domus de Janas di Malghesi: le tombe scavate nella roccia dai popoli del Neolitico, chiamate le case delle fate (Janas), danno ispirazione a bellissime leggende dall’oscuro fascino che vengono ancora raccontate. 

  3. Le Tombe dei Giganticostruite proprio dove i canali energetici delle forze magnetiche presenti nel granito sono maggiori, tradizionalmente si credeva che accogliessero un unico corpo umano, un misterioso gigante, visto che sono lunghe una decina di metri. In realtà i ritrovamenti ossei rivelano sepolture collettive.

  4. La visita ai Pozzi Sacri e Fonti Sacre: ci presenterà tipiche strutture sotterranee sarde progettate nell'Età del Bronzo, per il culto dell'acqua e la salvaguardia delle sorgenti, risorse indispensabili e vitali – e quindi sacre - per il ciclo di vita di questa come di qualsiasi altra isola.

  5. Nuraghi, Antiche Presenze In Sardegna: vi sono delle diverse linee di pensiero sulla loro funzione: di difesa e controllo oppure per culti religiosi. Secondo alcuni studiosi i nuraghi si rifanno alla posizione della costellazione delle Pleiadi. Per esempio, nel complesso nuragico di Torralba, i nuraghi si conformano perfettamente a questa costellazione.

Tra le numerose leggende esoteriche primeggia il culto della Dea Madre, confermato dalle molte statuette funerarie che rivelano come in Sardegna si onorasse una divinità femminile. Acconciature curate, seni importanti e fianchi larghi, indici di fecondità. Era una divinità che generava per partenogenesi, “nata da sé stessa”, senza l’intervento maschile. Il suo potere era dappertutto, nelle pietre e nell’acqua, negli animali e nei fiori. I suoi seni cantavano la vita che lei dava. Lei risvegliava la terra dopo l’inverno per offrire i suoi prodotti agli uomini, facilitava la produttività degli animali. Lei era la vita, la morte e la rinascita. 

Una leggenda vuole che Medusa fosse figlia di Forco, re di Sardegna. Nel 253 d.C.  ereditò il regno per 28 anni, finché morì uccisa da Perseo che la decapitò.  Non aveva forse Perseo cercato la gorgone Medusa nei mari d’occidente dove era la Sardegna? La Medusa sarda era nota in quanto la donna più bella dell'isola, guerriera, intelligente e votata alla magia. Anche la Medusa della mitologia greca era una donna con le stesse virtù, da far invaghire lo stesso Poseidone, dio del Mare (e la Sardegna era ed è una perla del mare).

Anche il bellissimo Complesso Nuragico Di Santa Cristina A Paulilatino con l'omonimo tempio a pozzo ha il suo mito. Il pozzo è uno dei più begli esempi di architettura Sarda, ed è allineato astronomicamente con la luna.  Lo studioso Arnold Lebeuf nella sua opera “Il pozzo di Santa Cristina, un osservatorio lunare”, dice «Ogni 18 anni e sei mesi la luna si specchia sul fondo del pozzo, questo significa che questa civiltà aveva una capacità di capire il ciclo lunare” ipotizzando che fosse un vero e proprio osservatorio astronomico. La costruzione del pozzo potrebbe essere attorno all'XI secolo a.C. e la sua perfetta realizzazione è arrivata a far ipotizzare che sia stato realizzato con una tecnologia aliena…

Un altro affascinante mistero si trova a Sinis Cabras (OR): I Giganti di Mont’e Prama, trenta titaniche statue di pietra, alte tra i 2 e i 2,60 metri, di almeno 2700 anni fa. Sono guerrieri, arcieri e pugilatori, forse custodi di una tomba. Hanno però due cerchi sovrapposti che segnano gli occhi mentre la bocca segnata da una fessura. La pettinatura è fatta a trecce e gli abiti di provenienza lontana. Sono in pietra arenaria, in posizione eretta con braccia piegate a tenere armi o scudi.

Anche Cagliari, il capoluogo della Regione Sardegna è oggetto di molte leggende sulle sue origini. Fu fondata da popolazioni, Gli Shardana: Guerrieri Di Sardegna, provenienti dalle coste meridionali del Mediterraneo più di mille anni avanti Cristo. A Cagliari, nel quartiere Stampace, esiste un luogo, così dice la leggenda, in cui pare che i malati possano guarire in modo prodigioso. È la grotta dove venne legata ed uccisa barbaramente, durante le persecuzioni di Diocleziano, Santa Restituta, madre di Sant'Eusebio vescovo di Vercelli. In seguito al martirio della santa, la grotta è diventata un luogo di guarigione ai tempi di epidemie di vaiolo.

 “Con la sua aria molto naturale il sovrannaturale ci circonda.” (Jules Supervielle)

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di Daniela Toti

Foto di Laura Mor

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